Notizie storiche

facciataLa pieve di Novilara viene nominata per la prima volta in un documento del 1170 come …Ecclesiam que est iuxta burgum Novellarie e successivamente nei Codici Vaticani delle Decime del 1290, 1291 e 1300. Il 9 aprile 1290 troviamo registrata una riscossione fatta da dopno Andrea Archipresbitero Plebis Nubilarie dell’importo di nove lire (ravennati); il 25 dicembre 1291 un’altra riscossione fatta da domino Bevenuto Canonico pro dopno Andrea Archipresbitero Plebis S. Angeli de Nubilaria, e nel 1303 una riscossione fatta da Bartolo Rectore Ecclesiae S. Michaelis de Nubilaria.

In queste ultime due riscossioni è specificata la dedicazione della pieve a S. Michele Arcangelo. Come per le pievi di Montegaudio e del Boncio il titolo di S.Michele ci permette di far risalire la sua fondazione al VII–VIII secolo d. C. Il culto di S. Michele infatti, originatosi nell’Oriente cristiano dove la venerazione degli angeli era molto sviluppata, si diffuse intorno al VII sec. nell’Italia del Sud. Nella seconda metà del VII sec., in particolare dopo la vittoria del 662 sui Bizantini, i Longobardi elessero il Celeste Condottiero come loro protettore, gli dedicarono il santuario di Monte S. Angelo del Gargano e ne diffusero il culto in tutta la penisola.

Secondo E. Baldetti “il culto dell’arcangelo raggiunse una tale diffusione presso questa bellicosa popolazione che i topo-angionimi intitolati al suo nome possono costituire una prova dell’insediamento longobardo nella zona”. Si può quindi ipotizzare che Novilara in tale epoca costituisse un caposaldo longobardo lungo il limes.

Da una bolla di Papa Giovanni XXII da Avignone del 1324 sappiamo che i novilaresi erano rimasti fedeli alla Chiesa Romana per cui avevano subito attacchi dai fanesi di parte ghibellina; che da poco (dudum tempore) avevano fondato un nuovo castello e poiché intendevano liberarsi del canone enfiteutico dovuto per il terreno, avevano proposto uno scambio con il terreno su cui precedentemente sorgeva il castello (detto Castelvecchio).

Le guerre tra i pesaresi e i fanesi per il possesso del borgo, note fin dal 1140, dovettero risultare talmente distruttive da richiedere, oltre alla costruzione di un nuovo castello, anche la riparazione e la nuova consacrazione della Chiesa. Di essa si conserva la lapide in sacrestia.

Struttura

La facciata di stile romanico, molto simile a quella della cattedrale di Pesaro, presenta ben visibili i segni di successive ristrutturazioni l’ultima delle quali effettuata nel 1930 a seguito di un violento terremoto. In quell’occasione è stato aggiunto il rosone e rifatto il portale con la lunetta raffigurante Maria venerata dagli angeli. Sopra di esso si intravede un antico arco con al centro una finestra chiusa in occasione della collocazione dell’organo (1838).

internoL’interno ha una forma rettangolare, sullo stile delle antiche basiliche romane, semplice, senza arcate e senza fregi. All’inizio doveva essere ancora più semplice non essendoci la cappella dell’altare (aggiunta nel 1717) né l’arco a sesto acuto che la delimita dal resto della chiesa né la sacrestia.

Nel muro dietro l’altare maggiore vi era scavata una nicchia che fungeva da sacrestia e sopra vi era “la cona o quadro dell'altare formato di figurine in rilievo di terra cotta a stile gotico: un San Michele Arcangelo titolare con altri santi forse ripartiti sotto archetti a foggia di trittico, come si usava in quei tempi”.

Nel 1739 è stata collocata nell’abside la grande tela raffigurante S.Michele Arcangelo e sotto di essa nel 1941 è stato sistemato, dopo alcuni aggiustamenti, il coro ligneo settecentesco proveniente dalla cadente chiesa dei Padri Gerolamini.

Alle pareti della chiesa sono ancora visibili resti di affreschi risalenti al ‘300 forse opera di Giovanni Agnolo di Urbino. A sinistra dell’altare si può vedere un volto di Cristo, una Madonna e una santa, a destra in alto, Gesù bambino forse in braccio alla Madonna in trono e sulla parete laterale la testa di un monaco o di un santo.

Al posto delle attuali finestre con vetri colorati vi erano finestre più piccole e sistemate più in basso di cui sono rimaste le tracce nel vano campanile ed esternamente sulla parete sud sopra la casa annessa.

Il battistero in pietra arenaria è del 1632 mentre l’organo posizionato sulla bussola davanti all’ingresso è stato acquistato nel 1838 dai Padri Minori di Fano.

campanileIl campanile, anticamente unito alla chiesa solo da un lato poi inglobato nel complesso parrocchiale, ha subito un primo rifacimento nel 1481 poi è stato restaurato nella parte più alta a seguito del terremoto del 1930.

La festa della Pieve ricorre l’8 Maggio anniversario delle apparizioni di S.Michele sul Gargano. Fino agli anni sessanta era celebrata come festa paesana e vi si teneva un’importante fiera in onore del santo che nel tempo era stato assunto come patrono del paese e a cui era stata intitolata sia la porta di accesso al castello che l’antico ospedale del borgo.




Testi a cura di Marco Delbianco